Agosto, ore undici di mattina. Parcheggio esaurito, ombrelloni attaccati l’uno all’altro, la fila al bar che non si muove. Rimini funziona, non c’è dubbio: l’offerta c’è, i servizi pure, la spiaggia è attrezzata come pochi altri posti in Italia. Ma c’è un punto in cui l’esperienza smette di essere vacanza e diventa gestione della folla. Quel punto, per molti, arriva sempre prima.
La risposta, negli ultimi anni, non è stata “andiamo più lontano”. È stata più sottile: spostiamoci di poco. Quindici, venti chilometri. Quanto basta per uscire dal flusso principale senza cambiare davvero destinazione.
Il meccanismo del micro-spostamento
Funziona così: una coppia prenota una settimana in un posto famoso, arriva, si rende conto che la situazione è più caotica del previsto, e inizia a esplorare i dintorni. Oppure, sempre più spesso, ci arriva prima: legge, chiede, decide di puntare direttamente sull’alternativa vicina invece che sulla meta principale.
Non è un fenomeno nuovo, ma negli ultimi tre o quattro anni ha preso una forma più consapevole. Le persone non cercano più solo “spiaggia + ombrellone + aperitivo”. Cercano quella cosa lì, ma con un margine di respiro. Con la possibilità di trovare parcheggio. Di non prenotare il ristorante con tre settimane di anticipo.
L’Adriatico, in questo senso, è un laboratorio perfetto. La costa è lunga, continua, e presenta differenze notevoli tra un comune e l’altro, pur rimanendo, di fatto, la stessa riviera.
Gabicce, caso a parte
Poi c’è Gabicce Mare, che è una storia un po’ diversa. Tecnicamente è a pochi chilometri da Cattolica: sono quasi attaccate, separate dal confine tra Emilia-Romagna e Marche. Eppure il profilo è diverso: più compatta, più verticale per via della collina che scende sul mare, con un’atmosfera che molti descrivono come “meno da riviera” nel senso deteriore del termine.
Non è esente dai flussi estivi, intendiamoci. Ma chi vuole restare nell’orbita di quella zona della costa adriatica, e ha già esplorato Cattolica o vuole qualcosa di più gestibile, spesso ci finisce, e non sempre se ne pente. Chi è interessato a valutare le opzioni di soggiorno può scoprire gli hotel a Gabicce Mare e farsi un’idea di cosa offre in termini di strutture e posizione, prima di decidere.
La cosa interessante di Gabicce è che funziona bene anche fuori stagione, o almeno meglio di certi posti che d’inverno sembrano città fantasma. La collina del Borghetto tiene vivo il posto, c’è un tessuto locale che non scompare con settembre. A questo punto, se la destinazione ti ha incuriosito scopri gli hotel a Gabicce Mare dove trascorrere una vacanza effetto wow a prezzi top.
Firenze e il problema delle piazze
Il tema dell’overtourism urbano è ancora più complicato, perché nelle città il margine di spostamento fisico è diverso. Non puoi spostarti di venti chilometri da Firenze e trovare “la stessa Firenze ma meno affollata”: quello che trovi è un’altra cosa.
Però puoi cambiare il modo in cui stai a Firenze. O, appunto, scegliere di dormire fuori e entrare in città solo quando vale la pena. Pistoia, che fino a qualche anno fa era quasi ignorata dal turismo di massa, ha visto crescere l’interesse in modo abbastanza rapido: complice anche il riconoscimento come Capitale italiana della cultura nel 2017, che ha acceso qualche riflettore senza trasformarla in una seconda Firenze.
Fiesole è l’altro caso classico: collina, vista, distanza gestibile. Non è una scoperta, lo sanno tutti. Ma quanti ci dormono davvero invece di salirci per un paio d’ore nel pomeriggio?
Cosa sta cambiando, lentamente
C’è una differenza tra il turista che sceglie l’alternativa perché non ha trovato posto altrove e quello che la sceglie consapevolmente. Il secondo tipo sta crescendo, anche se è difficile misurarlo con precisione.
Quello che si misura, invece, è il disagio crescente intorno alle mete principali: code, prezzi, qualità del servizio che scende quando la domanda supera ogni capacità di risposta ragionevole. E la crescita, parallela, di certi posti che fino a ieri non erano sul radar di nessuno.
Non è detto che sia un processo virtuoso in senso assoluto. Il rischio è spostare il problema invece di risolverlo: Matera insegna, Civita di Bagnoregio anche, Procida pure. L’alternativa di oggi può diventare la meta sovraffollata di domani, con una velocità che dipende da quanti articoli escono, da quanto gira sui social, da un servizio televisivo andato in onda nel momento sbagliato.
Il micro-spostamento intelligente funziona finché resta intelligente. Finché chi si sposta lo fa con una certa misura, senza portarsi dietro il caos da cui stava scappando.
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